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MELAMPUS

Francesca Pizzo: voce, chitarre, tastiere
Angelo Casarrubbia: batteria, loop

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Ad un anno da “Ode Road”, album d’esordio accolto con grande attenzione dalla critica italiana, Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia danno alla luce il secondo capitolo del progetto Melampus, intitolato N°7.
Il disco è stato registrato presso gli studi del Locomotiv Club di Bologna da Lorenzo “Loz” Ori (sound engineer di A Toys Orchestra e Massimo Volume) ed impreziosito da ospiti d’eccezione quali Enzo Moretto ed Ilaria
d’Angelis / ...A Toys Orchestra. I mondi eterei sperimentati nel loro debut album lasciano qui spazio a strutture più definite che spaziano dalla wave all’alt-rock più ricercato, asciugate nel minutaggio ed accentuate nella loro urgenza espressiva. Attraverso l’arricchimento della loro ricerca
sonora riescono così in un approccio più vicino ad una visione cinematica che alla canonicità di un disco di nove tracce.Dai Low e dai Mazzy Star passando per i Bauhaus ed i Dead Can Dance nasce il mondo Melampus che si propone, grazie alle sue sonorità internazionali, come convincente alternativa alle odierne produzioni del panorama musicale nostrano. Da sentire e da ascoltare.

 

PRESS:

Blow Up: Ispirazione ancora bella calda per i Melampus, già al secondo atto a poco più di un anno di distanza da „Ode Road“. Brani sulfurei (i fantasmi Dead Can Dance di Guardians) eppure dotati di una loro primitiva asprezza (i graffi di The Gun), nei quali l'essenzialità delle parti strumentali valorizza al massimo la magnetica voce di Francesca Pizzo. Mezz'ora soltanto, ma tutta ottima. Voto 8

Rumore: A poco più di un anno da Ode Road, torna il duo bolognese, con quel suono che coniuga la new wave britannica più scura e colta e il rock sperimentale di tono apocalittico. Un suono che rievoca i Low e memorie di Bauhaus, sì, ma anche un certo senso di vertigine à la Swans. Ricco, ricercato ma essenziale, è frutto dell'unione della batteria e dei loop di Angelo Casarrubia, su cui surfa sicura la voce profonda e grave di Francesca Pizzo, anche ai testi, chitarra e tastiere. N°7 va ascoltato in cuffia, tutto d'un fiato, perdendosi nei dettagli di musiche che sarebbero perfette per un film. Non a caso i due sono autori della colonna sonora de L'uomo doppio di Terlizzi. L'album è stato registrato da Lorenzo Loz Ori e Giovanni Garoia e impreziosito dai cameo di Enzo Moretto e Ilaria D'Angelis. Voto 8

Rockerilla: Con un nome ispirato all’indovino-guaritore della mitologia greca Melampo, il duo bolognese formato dalla cantante, chitarrista e tastierista Francesca Pizzo e dal batterista Angelo Casarrubia non poteva che sfornare un secondo lavoro dall’impatto terapeutico, intriso di suggestioni ethereal darkwave e schegge alt-rock sapientemente cucite addosso a una voce ammaliante, a tratti ipnotica. La grammatica minimale di Ode Road qui lascia spazio a 9 tracce accorciate nel minutaggio, dalla struttura più complessa e cinematica. Il risultato è un trip mistico che affascina e libera la mente, con momenti di pura estasi che raggiungono l’apice nella finale Waltz for Nina. Meglio di una seduta di yoga.

Musiclike: Non si azzarderebbe troppo a definirli uno dei migliori gruppi in circolazione

Music on TNT: Un disco intenso ed espressivo, in grado di avvolgere un ascoltatore attento

La Scena: Uno stillicidio di anestetizzante bellezza

Indie Eye: Amniotico e fluido, N°7 premia la costanza dei Melampus, ripagandoli di una scelta che se non fosse maneggiata con cura rischierebbe di essere ostica

Iyzine: Un disco cupo ed essenziale che potrebbe rimanere nel vostro stereo per lungo tempo

Sentireascoltare: L’ennesimo centro per una band che ha dalla sua una idea forte e chiara, incurante di trend e movimenti così come di riproposizioni pedisseque

Distorsioni: N°7" è un disco anche più affascinante del precedente, che conferma un alto profilo stilistico ed una maturità compositiva ed esecutiva davvero rara

Roarmagazine: Ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad un disco ispirato che riesce a raggiungere livelli di vera eccellenza